Il giardino di Re Laurino, le crode dolomitiche e la neve

C'è una zona delle Alpi che è riconosciuta a livello mondiale come lo stereotipo della montagna. Alte cime rocciose che emergono dalla terra come monumenti, le Dolomiti sono effettivamente tanto affascinanti da attrarre molti turisti stranieri. Adesso…

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Il giardino di Re Laurino, le crode dolomitiche e la neve

C'è una zona delle Alpi che è riconosciuta a livello mondiale come lo stereotipo della montagna. Alte cime rocciose che emergono dalla terra come monumenti, le Dolomiti sono effettivamente tanto affascinanti da attrarre molti turisti stranieri.

Una delle leggende più famose delle Dolomiti è quella del Re Laurino. Un giorno il re dell'Adige voleva dare in sposa la figlia Similde, per questo motivo invitò a corte tutti i nobili del circondario. Da questo gruppo rimase fuori Re Laurino che, offeso, si presentò ugualmente al ricevimento sotto la sua cappa invisibile. Senza quindi essere visto, colpito dalla bellezza di Similde, la rapì. Non appena fu scoperto venne inseguito fino al proprio Giardino delle Rose (Rosengarten = Catinaccio), lì cerco di scacciare gli inseguitori tramite la sua cintura con il potere di donargli la forza di dodici uomini. Niente; prossimo a soccombere, decise di fuggire nascondendosi sotto la cappa invisibile. Ma il re dell'Adige lo trovò a causa dalle stesse rose del giardino, che si muovevano al passare del Re Laurino. Catturato, maledisse il Rosengarten che lo aveva tradito: nè di giorno, nè di notte alcun occhio umano avrebbe potuto più ammirarlo. Ma si era dimenticato dell'alba e del tramonto, quando le rose si mostrano ai viandanti di un rosso intenso.

La bellezza e la tridimensionalità di questo fenomeno visto da così vicino è difficile da riproporre in immagini. Ma vi assicuro che è fantastico..

Tutto intorno è solo neve che ricopre pesantemente gli abeti del bosco, creando uno spettacolo suggestivo; al lago di Carezza (già visitato pochi mesi fa) la neve ha ricoperto anche la superficie ghiacciata dell'acqua, nascondendone la superficie.

In questa occasione ho anche provato il mio nuovo inseguitore meccanico per il cielo stellato che devo dire funziona benissimo, a patto di non trovarsi in condizioni di umidità e gelo particolari... dopo due ore di utilizzo si è "leggermente" congelato, ma d'altronde anche il treppiede era ricoperto da una glassatura di ghiaccio stupefacente. 

Orione ad est sorge subito sopra gli abeti, mentre il cielo (molto buio devo dire) risente di un poco di inquinamento luminoso dai paesi in valle, diventando di una tonalità comunque molto accettabile.

Alla ricerca di qualche bello scorcio, anche grazie a qualche consiglio dell'Aleambro che se ne intende, alla fine abbiamo trovato quello che cercavamo (nonostante qualche badilata di neve caduta nel mentre).

Gita da ricordare per chi vuole farsi quattro passi nella neve: la Valle del Vajolet ed il rifugio Gardeccia, partenza da Ciampedie. Panorama fantastico appena sparite le nuvole: una conca splendida chiusa da tre lati su quattro dai dirupi del Larsech, le Torri del Vajolet, il Catinaccio, la Roda di Vael. Da qui in estate si può raggiungere il rifugio Re Alberto subito sotto le mitiche torri. 

Data la stagione ed il meteo in peggioramento, ci fermiamo al rifugio Gardeccia, dopo essere partiti dalla seggiovia sotto il Ciampedie. Tramite un sentiero boschivo invernale, battuto per permettere ai visitatori di raggiungere i vari rifugi, in circa un'oretta si giunge appunto al Gardeccia, dove si può gustare il grande classico buono in tutte le stagioni: polenta e salamella. 

Ovvio che la parte fotografica del viaggio è stata in parte penalizzata da una grande quantità di neve; ne è caduta così tanta che i passi alpini di Sella e Pordoi sono rimasti chiusi per diverso tempo, nonostante la grande organizzazione della popolazione locale, abituata a ripristinare il "divertimento" per i turisti stagionali. In ogni caso anche queste avversità meteorologiche sono valse un po' di divertimento con le ciaspole: il giorno successivo la neve è andata via via sempre ad aumentare, permettendomi solo una breve sciata durante una nevicata bagnata che più bagnata non si poteva; nel weekend però la Panda ha fatto la sua porca figura, instillando in me un "leggero" senso di onnipotenza...

Anche Lucia se l'è cavata bene sulla neve...

No ok, era questo quello che volevo mettere...

Orione. Betelgeuse (la spalla del gigante, ndr) è quella stella arancione al centro dell'immagine. Più in basso a sinistra Sirio, la stella più luminosa della volta celeste.

Non poteva mancare un giro sul Pordoi, visto che la Marmolada è stata irraggiungibile a causa della tanta neve sul Passo Fedaia che ci ha impedito di arrivare alla stazione di partenza. La salita al Sasso Pordoi è sempre molto affascinante, in cima una spettacolare terrazza sulle dolomiti con vista mozzafiato a 360°.

Sassolungo.

Monte Pelmo visto dal Sasso Pordoi.

Sci-alpinisti che scendono in neve fresca verso il passo.

Adesso aspettiamo l'estate per un po' di passeggiate...

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