L'archipelago delle Isole Eolie

Quest'anno avevamo bisogno un po' di caldo. Assolutamente. Ma dato che io sono sempre io e Lucia è sempre lei, non ce la siamo sentita di fare le ferie al mare svaccati sulla sdraio; abbiamo pensato quindi di fare sì del mare, ma con qualità. Così…

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L'archipelago delle Isole Eolie

Strombolicchio

Quest'anno avevamo bisogno un po' di caldo. Assolutamente.

Ma dato che io sono sempre io e Lucia è sempre lei, non ce la siamo sentita di fare le ferie al mare svaccati sulla sdraio; abbiamo pensato quindi di fare sì del mare, ma con qualità. Così abbiamo optato per visitare le isole Eolie in Sicilia, paradiso degli appassionato di geologia e vulcanologia.

Stromboli at dawn

Le isole Eolie fanno parte del cosiddetto "Arco Eoliano" di vulcani, situato tra la provincia siciliana di Messina e la Calabria, nella parte sud-orientale del mar Tirreno. Mare che, a differenza dell'adriatico, ha caratteristiche più oceaniche, con uno spessore della crosta molto inferiore alla sua controparte continentale. Tutte le isole Eolie sono di origine vulcanica: alcune mantengono ancora ben evidente questa caratteristica ed altre la celano meglio, ma sempre di vulcani si tratta.

Nel nostro viaggetto siamo riusciti a visitarne cinque su sette, poiché Filicudi ed Alicudi sono anche le più lontane.

Partendo con il traghetto da Napoli, siamo riusciti per puro caso ad essere spettatori dell'eruzione di Stromboli alla mattina alle 5, particolarmente suggestiva e promettente.

Piccolo rovescio della medaglia, se il viaggio da Varese a Napoli è stato comodissimo e relativamente veloce grazie all'Alta Velocità, il viaggio in traghetto fino a Lipari è stato un'odissea: un po' per errore nostro (il 'passaggio ponte' è una versione civile della deprivazione di sonno dei servizi segreti americani), un po' perché forse quelli della Siremar non avevano particolari problemi a metterci tanto ad arrivare. Morale: se avete disponibilità economica maggiore, prendete almeno la poltrona o meglio ancora l'aliscafo! p.s.: se non altro non siamo affondati...

Prima della partenza avevo un'idea delle isole Eolie completamente differente: isole siciliane, dedite al turismo, mare, spiagge e granite. La realtà è che si tratta di un arcipelago così vicino alle coste italiche ma allo stesso tempo lontanissimo da sembrare un mondo a parte. Se Alicudi e Filicudi sono effettivamente in mezzo al mar Tirreno e geograficamente più distanti, le altre cinque isole più vicine dimostrano un carattere altrettanto isolato. Un arcipelago di cui alcuni abitanti non hanno mai visto nulla al di fuori della propria isola, se non fosse per qualche sporadico viaggio in città (Milazzo, ndr), come ci ha raccontato una anziana in un vicolo di Lipari: "Qui sì che i prezzi sono controllati, la Polizia fa un gran lavoro nel controllare gli stranieri, non come a Vulcano!" - "ma signora, c'è mai stata stata a Vulcano?" - " io?? mai ci andai!" oppure "A Stromboli una mia amica mi invita sempre, ma io, non me la sento di spostarmi": cronache da un'Italia che non esiste quasi più. Oggi comodi aliscafi collegano più volte al giorno tutto l'arcipelago - almeno d'estate - permettendo soprattutto ai turisti spostamenti rapidissimi.

Tra tutte le isole visitate di certo ho preferito le "isole di fuoco", ovvero quelle collegate con una attività vulcanica più evidente. Vulcano e Stromboli sono gli esempi più evidenti di questa natura eoliana.

Vulcano è nella mitologia greca il luogo dove si trovavano le fucine di Efesto dio del fuoco, dei metalli e dell'arte di forgiarli; un'enorme calderone di fumo nel quale il dio greco-romano produce le armi per Achille.

Nella storia moderna Vulcano è un'isola caratterizzata dalle cosiddette fumarole ovvero emanazione di gas vulcanici ad alte temperature (fino a 300°C) ricche di zolfo, espressione di vulcanesimo secondario.

E' possibile effettuare la scalata al cratere con una passeggiata di circa un'ora sul pendio del cono vulcanico, ma vi consiglio di farlo alla mattina presto per via delle temperature roventi e del percorso completamente sotto il sole. Arrivati in cima si può osservare il cratere che dimostra molte spaccature dalle quali fuoriescono i gas venefici se respirati, ma nonostante tutto particolarmente affascinanti.

Isole Eolie, estate 2013.
Vulcano summit

Il forte odore dello zolfo interessa tutta l'isola, più pungente soprattutto nelle zone dove le crepe della Terra lasciano sfuggire i gas dal sottosuolo.

Isole Eolie, estate 2013.

Per quanto riguarda Stromboli, possiamo dire che ha fatto di tutto per metterci il bastone tra le ruote. Abbiamo provato per ben tre volte ad ammirare le esplosioni sulla cima, ma una serie di congiunzioni astrali hanno fatto sì che potessimo solo vedere alcuni lapilli, qualche caduta di materiale lungo la Sciara del Fuoco e poco altro... E sì che fuori da una delle agenzie turistiche dell'isola c'è anche una vignetta abbastanza promettente...

... forse non abbiamo messo la monetina nella macchinetta giusta ...

In compenso abbiamo comunque potuto godere della spettacolarità di quest'isola: Stromboli è il prototipo dei vulcani omonimi, caratterizzati da un'attività eruttiva di tipo esplosivo (merito della lava acida) che provoca ad intervalli regolari di circa un'ora delle eruzioni con lancio di materiale piroclastico (anche le cosiddette <i>bombe</i>) che scende lungo la famosa Sciara del Fuoco, una lunga discesa che origina da sotto le bocche fino al mare, con un salto di circa 900 metri. Noi siamo riusciti ad arrivare fino a quota 400 mt in totale autonomia, se voleste salire fino alla cima del vulcano, dovrete obbligatoriamente affidarvi ad una delle mille guide del posto.

La salita lungo il sentiero paesistico dura circa 2h30 e porta dall'abitato di San Vincenzo (poco lontano dal porto) fino a quota 400 mt, passando su sentieri molto panoramici coperti di arbusti ma, a dir la verità, poco manutenuti.

Sciara del Fuoco

Il caldo è abbastanza "letale", ma fortunatamente siamo partiti verso le 18 ed il sole era anche meno rovente, ma arriviamo stracotti ai bordi della Sciara.

Anche dalla nostra location si ha una vista mozzafiato:

Stromboli

Cala la notte e Iddu inizia a borbottare in maniera più distinta, colorando le nubi e sparando di tanto in tanto sulla sciara del materiale lavico (ma purtroppo troppo coperto per vedere realmente tutta la forza dell'eruzione..)

A causa del cappello di nuvole sulla cima che proprio non voleva saperne di andarsene, siamo costretti ad abbandonare la posizione verso le 23, cominciando la discesa lungo il sentiero in totale solitudine e soprattutto al buio, senza luna e con solo la tenue luce delle torce frontali ad illuminare la strada.

L'inquinamento luminoso è praticamente zero e la Via Lattea compare facilmente con un'esposizione di 30" a f1.4: si nota la costellazione del Cigno con la cosiddetta nebulosa Nord America  visibile a sinistra della nuvolona (terrestre :) ) bianca. Ciò che più colpisce di questo cielo è come questo entri a far parte con sfondo di un bellissimo quadro all'interno della frazione di Piscità, dove hanno le ville i vip:

Stromboli è l'unica isola dell'arcipelago dove non arriva l'elettricità tramite il cavo subacqueo: l'intera rete elettrica è sostenuta da potenti generatori a combustibile che permettono di avere le comodità a cui di solito non facciamo caso; questa ulteriore caratteristica di isolamento fa di quest'isola ancora oggi meta di chi è alla ricerca di tranquillità estrema. Ginostra è l'esempio più emblematico di questa solitudine: un piccolo centro di circa 40 abitanti dalla parte opposta dell'abitato principale, raggiungibile solamente in barca, dove non esistono strade carrozzabili ed il mezzo di trasporto principale è il mulo. Anche le spiagge di Stromboli sono di origine vulcanica ovviamente, esibendo una sabbia finissima nera molto particolare.

Suggestivo anche il passaggio davanti alla Sciara del Fuoco in notturna via mare, ma neanche questa volta abbiamo avuto fortuna:

Un tenue bagliore si staglia sulla cima della montagna, ma ci vorrà ancora un'ora prima che il vento proveniente dalla Calabria spazzi le nuvole che si aggrappano all'isola. Ma noi eravamo già lontani. Nonostante l'abbacchiamento generale per non essere riusciti a vedere una potente esplosione di Stromboli, il viaggio di ritorno sulla nostra barchetta, ci ha riservato un'ulteriore sorpresa: al passaggio dello scafo e dell'elica, gruppi di centinaia di meduse fluorescenti brillavano sotto il pelo dell'acqua... mai visto!

Nonostante la nostra visita di qualche giorno su Stromboli, la nostra casa-base è stata Lipari. Una sonnecchiante cittadina sull'omonima isola capoluogo di questo angolo di Mediterraneo, con la posta, i Carabinieri, persino l'ospedale cittadino a cui affluiscono sia le autoambulanze che gli elicotteri. Per forza di cose moderna e ricca di servizi ma che mantiene una forte componente antica, di cui il porto di Marina Corta è il fulcro.

Piazza Sant'Ugo D'Onofrio o Marina Corta è il centro della vita notturna della città. Ricca di ristoranti e bar, nelle sere estive della nostra visita si anima sia di turisti che di abitanti, che si siedono lungo i lati della piazza e conversano del più e del meno. Da qui partono anche le varie gite organizzate dai tanti tour operator locali. 

White sands in Lipari

La forte illuminazione arancione e gialla crea un bell'effetto nonostante tutto sulle facciate delle case, in contrapposizione al colore profondo dell'ora blu. La posizione rispetto ai punti cardinali fa sì che questa piazza sia un eccezionale punto di osservazione sia dell'alba che del tramonto, dove la luce del sole si si riflette calda sugli scafi lucidi delle tante imbarcazioni da turismo che ormeggiano poco fuori il porto di Lipari. 

Il modo migliore per girare Lipari? l'automobile. Forse. In realtà noi abbiamo preferito sfruttare una piccola imbarcazione per un giro unico delle spiagge.

Pollara, Salina

Sulle isole Eolie le spiagge sono poche e piccole, con il mare che tende ad approfondirsi velocemente; questo fatto è in parte dovuto alla diversa struttura del Tirreno, molto più simile all'Atlantico che all'Adriatico. Inoltre le spiagge più famose di Lipari sono quelle di pomice, una roccia magmatica effusiva che per decenni è stata estratta a ridosso del mare; questa produzione si è interrotta pochi anni fa e ad oggi il quantitativo di pomice sul bagnasciuga si è ridotto, facendo scomparire in alcuni tratti addirittura parte delle spiagge.

Ma è effettivamente la barca il miglior mezzo per fruire di splendidi bagni intorno a queste isole e troverete in questi termini moltissime offerte a dei prezzi ragionevoli, contando che vi porteranno in giro dalla mattina fino al tardo pomeriggio. E ovviamente per festeggiare la splendida giornata trascorsa, ci sarà un bicchierino di Malvasia frisco frisco.

A Salina, a parte la sosta obbligatoria "da Alfredo" per gustare il pane cunzato e una granita alle mandorle che dalle nostre parti ci sognamo, il giro delle coste offre degli angoli splendidi, il cui culmine è per noi miseri viaggiatori la famosa spiaggia di Pollara, dove è stato girato anche il Postino con Massimo Troisi. Ormai l'erosione dovuta alle barche dei turisti e ai velieri da mille ed una notte che girano da queste parti hanno causato la scomparsa della spiaggia, ma i muraglioni di tufo a strapiombo sul mare, le piccole case dei pescatori e l'acqua splendida fanno di questo angolo di Italia una meraviglia.

Vabbé, come relazioncina su questi posti magnifici può bastare.. anche perché altrimenti mi scende la lacrimuccia e mi viene il magone post-ferie!

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